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catalogo Editoria di pregio IL CODICE DI ANATOMIA
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OMNIA ARTE - ESCLUSIVA

IL CODICE DI ANATOMIA

Gli strabilianti studi di Leonardo custoditi nel castello di Windsor in Inghilterra, riprodotti fedelemente in ogni dettaglio per un’opera dall’indiscutibile fascino e dall’incontestabile valore.

L’insaziabile desiderio di conoscere, di capire tutto ciò che vedeva, portava Leonardo ad esplorare ogni cosa. Anche il corpo umano l’affascinava, quale macchina perfetta e ben più complicata delle macchine fatte di ingranaggi. Leonardo voleva capire cosa c’era dentro, come funziona e cosa succede quando si ferma definitivamente con la morte. Per questo, prima a Milano, alla fine del Quattrocento, e poi a Firenze, agli inizi del Cinquecento, era solito recarsi in segreto negli obitori e utilizzando forbici e bisturi sezionava cadaveri; almeno trenta, secondo quanto riportano i suoi contemporanei. Nei suoi disegni mostra anche gli strumenti allora usati dai chirurghi, seghe e divaricatori. L’anatomia era ai primordi, le idee sul corpo umano erano molto confuse. Egli può a buon diritto essere considerato il fondatore di tale scienza, unitamente almeno con il belga Andrea Vesalio (1514-1564), la cui opera De humani corporis fabrica doveva apparire nel 1543.

È noto l’appunto su una di queste sue esperienze fiorentine: «questo vecchio, di poche ore innanzi la sua morte, mi disse lui passare i cento anni, e che non si sentiva alcun mancamento ne la persona, altro che debolezza; e così standosi a sedere sopra uno letto nello Spedale di Santa Maria Nova di Firenze, sanza altro movimento o seguito d’alcuno accidente, passò di questa vita. E io ne feci notomia, per vedere la causa di sì dolce morte».

Leonardo studiò anatomia in tre distinti periodi: a Milano, tra il 1480 e il 1490, se ne occupò, interessandosi in particolare dei muscoli e delle ossa, in funzione della propria attività artistica; successivamente a Firenze, tra il 1502 e il 1507, si applicò in particolare della meccanica del corpo, e infine, dal 1508 al 1513, a Milano e a Roma, s’interessò allo studio degli organi interni e della circolazione del sangue.


LE OSSERVAZIONI DEL PIU’ GRANDE GENIO CHE LA STORIA RICORDI, OGGI DIVENTANO INVESTIMENTO DI ARTE E DI CULTURA.


Tiratura 199 ESEMPLARI NUMERATI E CERTIFICATI
CARATTERISTICHE - PRESTIGIOSA COPIA FAC-SIMILE - N. 20 TAVOLE FORMATO cm. 42X30 - CARTA ARCOPRINT 90 gr. Avorio - CUSTODIA RIVESTITA IN PELLE cm. 36x47 - GUANTI IN DOTAZIONE
CONTENUTI Leonardo fu il primo a rappresentare l’interno del corpo umano con una serie di disegni; si trattava anche di un modo del tutto nuovo per “guardare dentro” il corpo, rompendo tra l’altro antichi tabù. Sono centinaia i disegni conservati oggi al Castello di Windsor e di proprietà della regina d’Inghilterra, che visualizzano quello che prima era soltanto descritto a parole e in modo poco chiaro. Scrisse Leonardo: «Con quali lettere descriverai questo core, che tu non empia un libro, e quanto più lungamente scriverai alla minuta, tanto più confonderai la mente dello uditore, e sempre avrai bisogno di sponitori o di ritornare alla sperienzia, la quale in voi è brevissima e dà notizie di poche cose rispetto al tutto del subbietto di che desideri integrar notizia». Leonardo inventò l’illustrazione anatomica. Inventò anche un modo di illustrare che ancora oggi viene usato dai moderni disegnatori, la cosiddetta “immagine esplosa”: un esempio si ha guardando come Leonardo rappresentava una testa sezionata, disegnando il cranio e il cervello in sequenza in modo da mostrare come entrano l’uno dentro l’altro. Studiò le ossa, i muscoli, le arterie, le vene, i capillari; riuscì a capire le alterazioni senili e persino ad intuire l’arteriosclerosi. Gli sfuggì invece il ruolo del cuore, studiato a Roma fino al 1513: «Tutte le vene e arterie nascano dal core, e la ragione è che la maggiore grossezza che si trovi in esse vene e arterie è nella congiunzione che esse hanno col core, e quanto più se removano dal core, più si assottigliano e si dividano in più minute ramificazioni» e questa convinzione gli deriva dall’analogia con le piante, le quali hanno le radici nella loro parte inferiore ingrossata: «è manifesto che tutta la pianta ha origine da tale grossezza, e per conseguenza le vene hanno origine dal core, dov’è la lor maggior grossezza» Tra i suoi disegni anatomici, i più spettacolari ed impressionanti rimangono quelli che mostrano un feto prima della nascita: erano immagini del tutto nuove per l’epoca e, certamente, sconvolgenti.

Distribuito in esclusiva da Omnia Arte.

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Ultimo Aggiornamento: marted, 24 settembre 2019 08:44

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